
In queste settimane al Teatro alla Scala sta andando in scena la nuova produzione del Nabucodonosor di Giuseppe Verdi, diretto da Riccardo Chailly che con questo titolo chiude il suo mandato da direttore musicale del Teatro. Dalla prossima stagione il prestigioso incarico passerà al maestro Myung Whun Chung che sarà sul podio della prossima produzione scaligera, Carmen, in una sorta di passaggio di testimone tra i due direttori.
La regia di Alessandro Talevi affronta il capolavoro verdiano con un approccio sostanzialmente rispettoso della tradizione, evitando riletture drammaturgiche forzate o trasposizioni in epoche e contesti definiti. Ne nasce uno spettacolo visivamente sontuoso, sostenuto dalle scene e dai costumi di Gary McCann, che accompagna l’azione con immagini di forte impatto teatrale. Emblematica, in questo senso, l’entrata di Abigaille, collocata su una monumentale scala elicoidale che emerge dal palcoscenico ruotando su sé stessa, che sembra evocare il celebre Monumento alla Terza Internazionale di Tatlin. Suggestivo anche il teatro di gusto secessionista che appare durante i ballabili, così come la grande cupola cassettonata che richiama quella del Pantheon romano. Meno convincenti, invece, le proiezioni video, apparse di qualità modesta rispetto all’impianto complessivo dello spettacolo. Al di là dell’opulenza visiva, è però mancato un vero approfondimento della psicologia dei personaggi: un elemento fondamentale in un titolo come Nabucco, che avrebbe potuto aiutare gli interpreti a restituire con maggiore incisività le tensioni e le complessità emotive della vicenda.
Dopo l’incursione nel repertorio russo per l’inaugurazione della stagione 2025/26 Riccardo Chailly è tornato al Verdi giovanile, le cui opere il direttore milanese ha avuto più volte modo di esplorare durante la sua direzione musicale del teatro (ricordiamo ad esempio Giovanna d’Arco, Attila e Macbeth). Per questa occasione ha inoltre previsto l’inedita esecuzione dei ballabili, brani musicati da Verdi nel 1848 per la ripresa dell’opera a Bruxelles e creduti perduti fino a pochi anni fa quando furono ritrovati tra le carte del Maestro a Sant’Agata. Il suo Nabucodonosor è stato caratterizzato dalla ricerca di grande solennità e di compostezza, con la scelta quindi di tempi distesi e meditativi, specie nei momenti più spirituali ed intimi, nonché da una grande ricerca dei dettagli orchestrali, anche se non sono mancati momenti più tesi e concitati durante i quali il volume orchestrale ha portato a mettere in alcuni casi in secondo piano le voci. Di grande livello la prova del Coro del Teatro alla Scala (preparato dal Maestro Alberto Malazzi), protagonista di alcuni dei momenti più intensi e coinvolgenti di tutta l’esecuzione, a cominciare dal violento Gli arredi festivi iniziale.
Nel ruolo del titolo abbiamo ritrovato un beniamino del pubblico scaligero, Luca Salsi, fautore di una prova solidamente fondata sul fraseggio, elegante e denso di significato, e sulla parola verdiana. Emozionante è stato lo Zaccaria di Michele Pertusi che, nonostante il tempo che passa e una voce non sempre a fuoco, colpisce per l’intensità dell’interpretazione e per la grande esperienza che lo aiutano a superare i momenti più complessi di questo ruolo. Accanto a loro abbiamo ascoltato la Abigaille di Anna Netrebko. Da alcuni anni il soprano russo si è dedicato a ruoli sempre più drammatici e sempre con successo. La voce è brunita, pastosa e ben proiettata, ma in questa occasione non sono mancate alcune difficoltà, specialmente nei passaggi che sollecitano il registro grave e anche se ha deliziato il pubblico con pianissimi di grande bellezza e solide sferzate verso l’acuto, la sua interpretazione è sembrata in questa recita meno centrata. Esuberante e di grande musicalità l’Ismaele di Francesco Meli. Commovente la Fenena di Veronica Simeoni, mentre corretto è stato Simon Lim come Gran Sacerdote. Completavano il cast l’ottima Anna di Laura Lolita Peresivana e il corretto Abdallo di Haiyang Guo.
Accoglienza trionfale al termine della recita con tante acclamazioni e applausi verso gli artisti e per il maestro Chailly. Le recite di questo Nabucodonosor proseguono al Teatro alla Scala fino al 9 giugno prossimo.
Teatro alla Scala
Milano | 22 maggio 2026
Nabucodonosor
dramma lirico in quattro parti
libretto di Temistocle Solera
musica di Giuseppe Verdi
Nabucodonosor | Luca Salsi
Ismaele | Francesco Meli
Zaccaria | Michele Pertusi
Abigaille | Anna Netrebko
Fenena | Veronica Simeoni
Il Gran Sacerdote | Simon Lim
Abdallo | Haiyang Guo
Anna | Laura Lolita Peresivana
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
direttore | Riccardo Chailly
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia | Alessandro Talevi
scene e costumi | Gary McCann
luci e video | Marco Giusti
coreografia | Danilo Rubeca
movimenti acrobatici | Ran Arthur Braun
ph. Brescia & Amisano