Maggio Musicale Fiorentino 2026 | Giulio Cesare in Egitto

Ultimo titolo in cartellone per l’edizione 2026 del Festival del Maggio Musicale Fiorentino è l’allestimento firmato da Davide Livermore per l’Opéra di Monte-Carlo del Giulio Cesare in Egitto di Händel con le compagini fiorentine dirette da Gianluca Capuano. 

Davide Livermore trasferisce la vicenda del Giulio Cesare negli anni Venti del Novecento, scegliendo come cornice un Egitto sospeso tra immaginario coloniale e cinema, che richiama apertamente l’universo di Agatha Christie e, in particolare, quello di Poirot sul Nilo, con evidenti rimandi anche al recente film di Kenneth Branagh del 2022. L’intero spettacolo è attraversato da quella joie de vivre tipica dei ruggenti anni Venti, un’atmosfera di eleganza, leggerezza e fascino cosmopolita che ben si accorda con la vitalità e la raffinatezza della partitura händeliana e che fa da inquietante contraltare alle vicende sanguinose dell’opera, partendo dall’uccisione di Pompeo. I personaggi sono delineati con grande cura e si inseriscono perfettamente in questo raffinato gioco di citazioni cinematografiche, proseguendo un percorso registico già sperimentato con successo da Livermore in altri allestimenti: dall’Elisabetta, regina d’Inghilterra di Rossini per il Rossini Opera Festival del 2021, ambientata nell’universo della serie The Crown, fino a La Traviata di Verdi realizzata nello stesso anno per il Maggio Musicale Fiorentino, che guardava invece all’immaginario di Belle de Jour di Luis Buñuel. Le belle scene mobili che ricostruiscono in scena il battello che naviga sul Nilo (come di consueto firmate da Giò Forma), si integrano con grande efficacia con i video di D-Wok, contribuendo a costruire uno spettacolo di grande efficacia, nel quale teatro e cinema cercano di fondersi. 

La resa musicale non è stata meno scoppiettante, a partire dalla direzione di Gianluca Capuano. Il direttore musicale dei Musiciens du Prince è grande conoscitore del repertorio barocco e in questa occasione ha proposto una direzione di grande pregio, brillante e ritmata, variegata e attentissima a dare significato ad ogni sfumatura, in una perfetta corrispondenza tra musica e sentimenti rappresentati. L’orchestra del Maggio (con qualche specialista barocco aggiunto) è stata fautrice di un’ottima prova, tra cui si distinguono quelle del primo violino Salvatore Quaranta e del corno di Alessio Dainese, entrambi impegnati in importanti pezzi solistici che accompagnano due delle arie di Giulio Cesare. Corretto il piccolo apporto del Coro fiorentino preparato da Lorenzo Mariani. 

Le prove vocali non sono state da meno. Come Giulio Cesare Raffaele Pe si conferma artista di grande raffinatezza stilistica, con virtuosismi sicuri e una notevole capacità attoriale che ne fanno in questa produzione un vero mattatore in scena. Al suo fianco abbiamo trovato una splendida Mariangela Sicilia come Cleopatra: un’esecuzione calibrata e tesa, con agilità scolpite e voce lirica piena, capace di donare grande drammaticità al personaggio. Interpretativamente è stata magnetica e coinvolgente, sia nei momenti più leggeri che in quelli più toccanti, come la sua aria Piangerò la sorte mia. Ben delineato sia vocalmente che scenicamente anche il Tolomeo di Filippo Mineccia. Di grande livello la prova del giovane Nicolò Balducci come Sesto: voce da controtenore di grande purezza e perizia tecnica. Molto intensa anche la prova di Fleur Barron come Cornelia, toccante nel duetto con Sesto Sono nata a lagrimar grazie anche ad un fraseggio molto incisivo. Ottimo anche l’Achilla di Valerio Morelli, così come il Curio di Davide Sodini e il Nireno en travesti di Janekta Hoşco. 

Un pubblico partecipe ed entusiasta ha salutato con calorosi applausi tutti gli artisti coinvolti, al termine di una recita capace di conquistare la sala dall’inizio alla fine. E, come in ogni giallo che si rispetti, durante gli applausi finali è proprio Poirot, presenza discreta ma costante nel corso dello spettacolo, a svelare, attraverso un breve filmato, i veri responsabili dell’assassinio di Pompeo, chiudendo con ironia e intelligenza il raffinato gioco teatrale ideato da Davide Livermore.


Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2026
Teatro del Maggio
Firenze | 21 giugno 2026

Giulio Cesare in Egitto
Opera in tre atti
Libretto di Nicola Francesco Haym
da Giacomo Francesco Bussani
Musica di Georg Friedrich Händel


Giulio Cesare | Raffaele Pe
Curio | Davide Sodini
Cornelia | Fleur Barron
Sesto Pompeo | Nicolò Balducci
Cleopatra | Mariangela Sicilia
Tolomeo | Filippo Mineccia
Achilla | Valerio Morelli
Nireno | Janekta Hoşco

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

maestro concertatore e direttore | Gianluca Capuano
maestro del coro | Lorenzo Fratini
regia | Davide Livermore
scene | Giò Forma
costumi | Mariana Fracasso
luci | Antonio Castro
video | D-Wok
assistente alla regia | Aida Bousselma

ph.  Michele Monasta



One Comment

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  • claudio tracchia

    Giugno 27, 2026 / at 11:33 amsvgRispondi

    La prova di Raffaele Pe è stata ondivaga. Centri e agilità quasi inudibili e acuti di volume eccessivo rispetto al corpo centrale della voce. Atteggiamento molto gigionesco (forse dovuto anche alla regia) qualche passaggio con intonazione periclitante. Altrettanto dicasi della Barron ma con voce più udibile. D’accordo sulla Sicilia,splendida e che ci ha regalato momenti musicali incredibili. Benissimo Balducci e molto morbido Moretti, ottimo Achilla.

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