Münchner Opernfestspiele 2026 | Die Walküre

Apice dei Münchner Opernfestspiele 2026 è stata la nuova produzione di Die Walküre di Richard Wagner, firmata da Tobias Kratzer, oggi sovrintendente della Staatsoper di Amburgo, con la direzione musicale di Vladimir Jurowski, direttore musicale del teatro bavarese.

Con questo spettacolo il nuovo Ring della Bayerische Staatsoper entra finalmente nel vivo. Tobias Kratzer costruisce una messinscena di straordinaria efficacia, capace di fondere la dimensione mitologica della saga wagneriana con la nostra contemporaneità. Gli dèi appaiono in questa prima giornata secondo l’iconografia più tradizionale, tra elmi alati, tuniche e mantelli, mentre il mondo degli uomini è trasportato nel presente, creando un continuo dialogo tra mito e realtà attuale. La capanna di Hunding, trasformato in un inquietante fondamentalista religioso, diventa una baita isolata tra i boschi; Notung non è più conficcata nel tronco del frassino, ma nascosta in un capanno colmo di armi, immagine che restituisce con forza il clima di violenza e sopraffazione in cui si muovono i protagonisti. 

L’uso del video (a cura di Manuel Braun, Jonas Dahl, Janic Bebi) rappresenta un elemento centrale della produzione. Lungi dall’essere un semplice espediente, contribuisce ad ampliare l’orizzonte narrativo, offrendo allo spettatore chiarimenti di alcuni passaggi della vicenda senza interrompere il flusso drammatico. Il momento culminante arriva durante la celeberrima Cavalcata delle Valchirie: sullo schermo si proietta un vero e proprio cortometraggio in cui le guerriere, a cavallo, ma anche a bordo di un elicottero, attraversano la Monaco contemporanea recuperando i caduti sui campi di battaglia (eroi non caduti in battaglia, ma contemporanei, vicini al nostro immaginario di tutti i giorni). Il loro viaggio termina proprio alla Bayerische Staatsoper, dove il video si ricongiunge con la scena, rivelando una fedele ricostruzione della Königssaal, trasformata nel luogo in cui le Valchirie accolgono gli eroi destinati a entrare nell’esercito di Wotan. La regia di Kratzer evita forzature interpretative e riletture provocatorie. Al contrario, accompagna il racconto con intelligenza, rispettandone la struttura e il significato, ma traducendolo in immagini familiari al pubblico contemporaneo. Il risultato è uno spettacolo di grande impatto teatrale, capace di coniugare fedeltà al capolavoro wagneriano e sorprendente attualità.

Dal punto di vista musicale, l’ottima compagine orchestrale della Bayerische Staatsoper era diretta in questa occasione dal proprio direttore musicale, Vladimir Jurovskij. Il direttore russo sceglie di mettere in primo piano la drammaticità e la brutalità della vicenda e inonda la grande sala del teatro bavarese con un fiume sonoro che, senza mai perdere ritmo, né cura del dettaglio, arriva fino al commovente finale. Il successo dell’esecuzione musicale è stato però condiviso con un cast di giovani e affermati talenti che hanno convinto dal punto di vista musicale, ma che hanno anche offerto una performance interpretativa e attoriale di alto livello, in perfetta continuità con l’idea registica di Tobias Kratzer. 

Sugli scudi la prova di Nicholas Brownlee come Wotan. Il giovane basso-baritono americano (da noi di recente ascoltato anche all’Oper Frankfurt come ottimo Kurwenal) sfoggia una voce sonora e pastosa, ben proiettata e un ottimo fraseggio. Una voce di grande bellezza si unisce ad una profonda interpretazione che restituisce allo spettatore un giovane uomo in viaggio verso la fine, incapace di imporsi come il ruolo che si è scelto gli domanderebbe e incapace di accettare la sua immortalità. Di grande drammaticità anche la prova di Irene Roberts, un’intensa Sieglinde, con voce piena, dal colore brunito, ma allo stesso tempo con acuti saldi che riescono a far trasparire il dolore di questa donna e il suo sacrificio. Al suo fianco Joachim Bäckström è stato un convincente Siegmund: la voce è ben timbrata e sonora e gli si perdona facilmente qualche piccola incertezza nel finale primo. Interpretativamente restituisce un giovane meno spavaldo di quanto vorrebbe la tradizione, ma al contrario più ossessionato dai fantasmi del suo passato. Brünnhilde era invece Miina-Liisa Värelä, soprano drammatico finlandese dalla voce corposa e ben omogenea e timbrata in tutti registri. Nei panni della Valchiria ha offerto una prova in crescendo: entra in punta di piedi per poi imporsi lungo il corso dell’opera, fino al lungo e intenso dialogo finale con Wotan. Solida e teatralmente sfrontata la Fricka di Ekaterina Gubanova, a cui la regia affida un ruolo fondamentale nello sviluppo della drammaturgia di questo Ring. Ain Anger è stato invece un Hunding dalla voce stentorea, interpretativamente meno violento di quello che di solito siamo soliti vedere, ma perfetto nella rappresentazione del bigotto fanatico religioso. Completava il cast il ben assortito gruppo delle Valchirie: Dorothea Herbert, Julie Adams, Elene Gvritishvili, Claudia Mahnke, Niina Keitel, Christina Bock, Natalie Lewis, Noa Beinart. 

Al termine della recita, interminabili applausi hanno accolto i protagonisti e il maestro Jurowski, accolti trionfalmente non solo dal pubblico in sala, ma anche dalle migliaia di spettatori riuniti nella piazza antistante il teatro per seguire la diretta sul maxischermo in occasione della Oper für alle, l’ormai tradizionale appuntamento con cui la Bayerische Staatsoper conclude la propria stagione. Come succede ormai ogni anno, l’intero cast è infine uscito sulla scalinata del teatro per salutare il pubblico. L’attesa è ora rivolta alla prossima stagione, quando il nuovo Ring giungerà a compimento con gli ultimi due capitoli della Tetralogia.


MÜNCHNER OPERNFESTSPIELE
Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera | 4 luglio 2026

Die Walküre
Erster Tag des Bühnenfestspiels Der Ring des Nibelungen
musica e libretto di Richard Wagner

Siegmund | Joachim Bäckström
Hunding | Ain Anger
Wotan | Nicholas Brownlee
Sieglinde | Irene Roberts
Brünnhilde | Miina-Liisa Värelä
Fricka | Ekaterina Gubanova
Helmwige | Dorothea Herbert
Gerhilde | Julie Adams
Ortlinde | Elene Gvritishvili
Waltraute | Claudia Mahnke
Siegrune | Niina Keitel
Rossweiße | Christina Bock
Grimgerde | Natalie Lewis
Schwertleite | Not Beinart
Loge | Charith Pidikiti 

Bayerisches Staatsorchester
Statisterie der Bayerischen Staatsoper 

direttore | Vladimir Jurowski
regia | Tobias Kratzer
assistente regista | Matthias Piro
scene e costumi | Rainer Sellmaier
luci | Michael Bauer
Video | Manuel Braun, Jonas Dahl, Janic Bebi
Dramaturgie | Bettina Bartz, Olaf Roth 



 

ph. Monika Ritterhaus

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