
La grande musica classica è tornata in città: la ventesima edizione di MiTo Settembre Musica curata dalla direttrice Speranza Scappucci ha preso il via il 6 settembre per continuare fino al 20 settembre con oltre 60 appuntamenti tra Milano e Torino.
Questa festa musicale ha preso il via al Teatro alla Scala con l’esecuzione del War Requiem, importante partitura di Benjamin Britten, scelta per celebrarne il 50° anniversario dalla morte. Convinto oppositore di tutte le guerre, Benjamin Britten compose questa partitura su richiesta del comitato per la ricostruzione della Cattedrale di Coventry, distrutta nel 1940 da un feroce bombardamento aereo tedesco. Si tratta di una composizione ibrida che unisce sacro e profano, accostando i classici brani della Missa Pro Defunctis, affidati a coro e soprano, a brani di matrice laica, affidati a tenore e baritono e tratti dalle poesie di Wilfred Owen, giovane soldato britannico, che raccontò nei suoi versi l’orrore e l’ingiustizia dietro alle battaglie da lui vissute in trincea durante la Prima Guerra Mondiale. Insieme ai tre solisti e al coro, è presente un coro di voci bianche fuori scena che sembra rimandare all’angelico e al soprannaturale, qualcosa di divino che però si trova lontano dalla realtà degli orrori della guerra. La scelta di questo brano per l’apertura di MiTo ha riportato così al Piermarini dopo 15 anni una partitura non solo di grande bellezza, ma anche di stretto legame con la contemporaneità.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai c’era per l’occasione Simone Young, mentre la parte vocale era affidata al Coro del Teatro Regio di Torino affiancato dalle voci bianche sempre del teatro torinese e ai solisti Elena Guseva, Nicky Spence e Bo Skovhus. Simone Young era di ritorno alla Scala dopo aver diretto l’intero Ring di Wagner la scorsa primavera. Seguita da un’orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in ottima forma, la direttrice australiana si è dimostrata capace di dare equilibrio alla partitura di Britten, riuscendo a metterne in risalto le varie anime: da un lato i momenti più corali e forti dall’altro quelli intimi e toccanti, come ad esempio Strange meeting interpretato da tenore e baritono all’interno del Libera me che descrive l’incontro tra un soldato britannico e uno tedesco nell’aldilà. Ottima la prova del Coro del Teatro Regio preparato da Gea Garatti Ansini, così come toccante è stato l’apporto del Coro di voci bianche del teatro torinese preparato da Claudio Fenoglio. Di buon livello anche i solisti coinvolti: dopo un inizio un po’ incerto, Elena Guseva convince grazie anche ad una voce lirica piena e ottima dizione; corretto il tenore scozzese Nicky Spence che sostituiva Allan Clayton, mentre di grande intensità la prova di Bo Skovhus. Al termine calorosi applausi per tutti gli interpreti, specialmente per Simone Young, molto festeggiata dal pubblico scaligero.
Un sottile legame unisce l’inaugurazione scaligera ad un secondo importante appuntamento di questa edizione di MiTo, quello con uno dei più prestigiosi ensemble barocchi guidato dal suo storico direttore: Les Arts Florissants diretto da William Christie che ha proposto al pubblico milanese e torinese due brani di Marc-Antoine Charpentier. Abbiamo parlato di un sottile legame, perché il primo dei due brani proposti (l’allegoria Les Arts Florissants che diede il nome all’ensemble nel 1979) parla dell’opposizione delle arti (Musica, Pittura, Poesia e Architettura) alla guerra e alla discordia, glorificando la Pace. Les Arts Florissants è un piccolo “idillio in musica” scritto da Charpentier nel 1685 per il salotto parigino di Maria di Lorena, cugina di Luigi XIV, per la quale, nello stesso periodo, il compositore francese scrisse La Descente d’Orphée aux Enfers, secondo brano proposto in questo concerto. Les Arts Florissants sono così tornati alle loro origini, presentando al pubblico due “opere da tasca” che bene riassumono lo stile della musica francese di fine ‘600: una struttura drammaturgica solida, musica che rispecchia le emozioni espresse, una grande attenzione per la lingua e la dizione. L’esecuzione ha visto la partecipazione dei finalisti della XII edizione di Le Jardin des Voix, l’accademia musicale che da più di vent’anni segue la formazione di nuovi talenti vocali nell’ambito della musica barocca. La serata però non si è fermata alla parte strettamente musicale e vocale, ma sul palco del Teatro Dal Verme i cantanti, insieme a quattro danzatori, hanno messo in scena le due partiture, diretti da Marie Lambert-Le Bihan, Stéphane Facco e Martin Chaix: una messinscena semplice, con pochissimi elementi scenici, l’accompagnamento della danza a sostegno della parola scenica e alcuni efficaci effetti di luce che hanno saputo ricreare le due situazioni (particolarmente incisiva quella di Orphée). Come già detto, alla direzione, al clavicembalo e all’organo abbiamo trovato William Christie che ha guidato un ensemble di alto livello, nonché di grande esperienza. Il gesto è minimo, ma l’intesa assoluta, riuscendo ad ottenere un suono che trasporta l’ascoltatore dritto nel cuore delle due partiture, riuscendo a farsi eterea per dare spazio alla parola scenica, ma anche diventando sanguigna nei momenti di furore. Di buon livello i cantanti coinvolti, non solo sul fronte meramente vocale, ma anche su quello interpretativo, capaci di essere interpreti e danzatori allo stesso tempo: Josipa Bilić, Sarah Fleiss, Tanaquil Ollivier, Sydney Frodsham, Richard Pittsinger, Attila Varga-Tóth, Matthieu Walendzik, Kevin Arboleda-Oquendo, con una menzione speciale per Camille Chopin (Euridice e Musica) e soprattutto per l’emozionante Orphée di Bastien Rimondi. Grandi ovazioni al termine per tutti gli artisti con particolare entusiasmo per William Christie.
Due serate di grande musica in perfetta sintonia col tema scelto per questa edizione dalla direttrice artistica Speranza Scappucci, Harmonia: la relazione tra voci diverse, alla ricerca di un equilibrio. Se nel War Requiem la ricerca è di un equilibrio tra il divino, la pace e gli orrori della guerra, nei brani di Charpentier ritroviamo la necessità di equilibrio tra discordia e armonia grazie alle arti, nonché l’equilibrio tra mondo dei vivi e quello dei morti nell’emozionante Descente d’Orphée aux Enfers.
Gli appuntamenti di MiTo Settembre Musica continueranno fino al 19 settembre in tante piccole e grandi location nelle città di Milano e Torino.
Teatro alla Scala
Milano, 6 settembre 2026
War Requiem op. 66
per soli, coro, coro di ragazzi, orchestra e orchestra da camera
Testo tratto dalla Missa pro defunctis e da versi di Wilfred Owen
Musica di Benjamin Britten
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro e Coro di voci bianche Teatro Regio Torino
Elena Guseva | soprano
Nicky Spence | tenore
Bo Skovhus | baritono
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro e Coro di voci bianche Teatro Regio Torino
direttrice | Simone Young
Maestro del coro | Gea Garatti Ansini
Maestro del coro di voci bianche | Claudio Fenoglio
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Teatro Dal Verme
Milano, 10 settembre 2026
Les Arts Florissants H. 487 – Idylle en Musique
La Descente d’Orphée aux Enfers – H. 488 – Petit opéra en deux actes
Musica di Marc-Antoine Charpentier
Les Arts Florissants – Le Jardin des Voix
Kevin Arboleda-Oquendo, Josipa Bilić, Camille Chopin, Sarah Fleiss,
Sydney Frodsham, Tanaquil Ollivier, Richard Pittsinger,
Bastien Rimondi, Attila Varga-Toth, Matthieu Waldendzik,
Ensemble strumentale Les Arts Florissants
William Christie | direzione musicale, clavicembalo, organo
Marie Lambert-Le Bihan, Stéphane Facco | regia
Martin Chaix | coreografia
Danzatori: Noémie Larcheveque, Claire Graham, Andrea Scarfi, Tom Godefroid