Muti Salzburg 22; Riccardo Muti Ildar Abdrazakov; Wiener Philharmoniker

Salzburger Festspiele 2022 | Riccardo Muti dirige i Wiener Philharmoniker

“Dalla terra al cielo” sembra essere il tema del programma proposto da Riccardo Muti e i Wiener Philharmoniker nell’ambito del Festival di Salisburgo 2022. Il concerto si apre con la Sesta di Čajkovskij, segue Von der Wiege bis zum Graben (Dalla Culla alla tomba) di Liszt, per poi concludersi col Prologo in cielo dal Mefistofele di Boito. 

La scelta di dare inizio all’esecuzione con la Patetica, riconosciuta come un vero e proprio pilastro del repertorio sinfonico, per poi concluderla col Prologo del Mefistofele fa arricciare il naso a molti sia tra i puristi che tra i neofiti. L’ultima sinfonia di Čajkovskij è dotata di una dignità tale da essere posta in conclusione di serata, onore che tocca invece a quella che in troppi considerano “una vera e propria baracconata”. La musica di Boito non brilla per raffinatezza nell’orchestrazione, né per caratteristiche armoniche, né tantomeno per un’originalità negli sviluppi melodici. Ciò nonostante, nella sua esteriore magniloquenza, si conferma sempre incredibilmente esaltante. Al coro conclusivo <<Ave, Signor>> segue un vero e proprio boato da parte del pubblico. 

C’è dunque modo di meditare sulla nascita, la morte e l’aldilà godendo di un’orchestra dal suono quasi magnetico. Riccardo Muti dirige con serena rassegnazione la prima parte e in modo più cupo e deprimente Listz. Il Mefistofele è un po’ meno in luce a causa del Coro, il cui attacco non si conferma in linea col livello esecutivo complessivo. Molta ansia è comunque dovuta allo svenimento di una ragazza delle voci bianche, che ha creato apprensione anche tra gli spettatori nel corso di Von der Wiege bis zum Graben.  L’esecuzione prosegue; appena concluso il poema sinfonico, il maestro lascia frettolosamente il podio per aggiornarsi dietro le quinte. Al suo rientro tranquillizza le compagini con la sua generosa e verace gestualità mediterranea. Ildar Abdrazakov, in frac e accessori rossi, si mette in rilievo come di consueto per l’autorevolezza vocale e la recitazione accattivante.  

Grandissimo successo al termine dell’esecuzione, tributato da un pubblico prodigo di applausi, che si congeda solo brevemente dal Großes Festspielhaus per poi seguire con gli altri appuntamenti del 15 agosto. 


Salzburger Festspiele 2022
Großes Festspielhaus | 15 agosto 2022

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Sinfonia n.6 in Si min. op.74 “Patetica”

Franz Liszt
Von der Wiege bis zum Graben
poema sinfonico n. 13

Arrigo Boito
“prologo in cielo” dal Mefistofele


Wiener Philharmoniker
Salzburger Festspiele und Theater Kinderchor
Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor

Riccardo Muti | direttore
Ildar Abdrazakov | basso
Wolfgang Götz | maestro del coro
Huw Rhys James | maestro del coro

 

ph. © SF / Marco Borrelli

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