
Già titolo inaugurale della stagione nel settembre 2023, La rondine di Giacomo Puccini torna all’Opernhaus di Zurigo per una ripresa della produzione firmata per la regia da Christof Loy, a tre anni esatti dal debutto. Uno spettacolo tradizionale nella sostanza, se non fosse per il cambio d’epoca, dalla Francia del Secondo Impero a quella borghese degli anni Quaranta del Novecento.
Spesso svilito perché tacciato di essere convenzionale e povero di stimoli, Loy si conferma rispettoso del testo e della musica e lavora sui movimenti e sui gesti di ogni personaggio con dovizia di particolari. Molto toccante, nella sua semplicità, la scelta di ricomporre la scena del primo atto, animandola degli stessi personaggi, quasi a conclusione di un cerchio, quando Magda, nel finale, lascia Ruggero per riprendere lo stile di vita che più le aggrada. Le scene di Étienne Pluss sono di carattere borghese e prevedono due spazi in successione prospettica, il secondo dei quali viene smontato e ricomposto, così da diventare il locale Bullier nel secondo atto e la terrazza della tenuta in Costa Azzurra, nella quale Magda e Ruggero stanno vivendo un sogno d’amore destinato a concludersi di lì a poco. Molto belli ed eleganti i costumi firmati da Barbara Drosihn e funzionale il disegno luci di Fabrice Kébour.
Marco Armiliato dirige con la solita perizia, propendendo per tempi celeri che esaltano sia il lirismo e la leggerezza sia i momenti più riflessivi relativi al profilo psicologico della protagonista, nel primo e nel terzo atto. Si dimostra concentrato più su una visione d’insieme che sull’evidenziare momenti specifici, riuscendo comunque a non cadere nella genericità e riscuotendo meritati consensi. La rondine ha nella Traviata il suo antecedente più prossimo per quanto riguarda i luoghi dell’azione, i caratteri dei personaggi e l’impiego del valzer come forma musicale descrittiva del carattere mondano della Parigi del diciannovesimo secolo. Magda, la nostra protagonista, non si riconosce nei modelli proposti dalla società e, di fronte alla prospettiva di diventare una moglie e una madre di famiglia, decide di lasciare Ruggero, preferendo la mondanità al perbenismo borghese. Quella eseguita in questa occasione è la prima versione dell’opera, andata in scena a Montecarlo il 29 marzo 1917. Non disponendo delle due partiture per poter procedere con un confronto più dovizioso di particolari, dall’ascolto e da una rapida scorsa al libretto si rileva qualche lieve variante per ciò che concerne il testo nell’ultimo atto. La differenza più evidente rispetto alla versione eseguita di solito è un momento solistico riservato a Ruggero in apertura del terzo atto. Il brano si intitola Morire ed era stato composto da Puccini a beneficio della Croce Rossa nel corso del primo conflitto mondiale.
Ermonela Jaho (Magda) è la protagonista di riferimento degli ultimi anni e conferisce al personaggio un’autorevolezza drammatica coinvolgente, propria della maturità. Rifuggendo il carattere leggero e giovanile del personaggio, gli conferisce un irresistibile carattere di malinconica rassegnazione. Benjamin Bernheim (Ruggero) abbina l’eleganza della linea di canto a una voce dal bello smalto, dal colore chiaro e dotata di un peso adeguato a ruoli ben più drammatici. Juan Francisco Gatell (Prunier) è ideale sia per la delicatezza del canto sia per la presenza scenica, che ben si sposa, inoltre, con quella di Sandra Hamaoui (Lisette), esile, civettuola e insinuante, come ben si addice al personaggio. Vladimir Stoyanov è un Rambaldo di lusso. Ottimi anche tutti gli altri solisti impegnati nelle parti di fianco, degni di nota per le eccellenti capacità di scansione della lingua italiana, alle quali sono sottoposti nel secondo atto. Grande successo al termine della recita del 10 Ottobre con ovazioni per la Jaho e Bernheim.
Opernhaus Zürich
Zurigo | 10 ottobre 2026
La rondine
commedia lirica in tre atti
libretto di Giuseppe Adami
musica di Giacomo Puccini
Magda | Ermonela Jaho
Lisette | Sandra Hamaoui
Ruggero | Benjamin Bernheim
Prunier | Juan Francisco Gatell
Rambaldo | Vladimir Stoyanov
Périchaud | Guram Margvelashvili
Gobin/un giovane/Adolfo | Tautvydas Slizauskas
Crébillon | Mikayel Sargsyan
Yvette/ Georgette | Thalia Cook-Hansen
Bianca/ Gabriella | Natália Tuznik
Suzy/ Lolette | Cashlin Oostindië
Butler | Valeriy Murga
Rabonnier | Bowen Ding
La cameriera | Sylwia Salamońska-Bączyk
Il cameriere | Sandro Howald
Orchestra e Coro della Opernhaus Zürich
direttore | Marco Armiliato
maestro del coro | Alice Lapasin Zorzit
regia | Christof Loy
scene | Étienne Pluss
costumi | Barbara Drosihn
luci | Fabrice Kébour
coreografia | Thomas Wilhelm
drammaturgia | Kathrin Brunner
ph. Monika Rittershaus